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Il DAE e la catena della sopravvivenza: un legame inscindibile

Chiunque possieda un minimo di conoscenza o di competenza per quanto riguarda i problemi legati alla funzionalità cardiaca, avrà sicuramente sentito nominare almeno una volta la “catena della sopravvivenza”. Ma che cosa si intende esattamente con questo termine e perché un dispositivo come il DAE si rivela cruciale in relazione ad esso? Ora lo vediamo assieme.

Prima di tutto, con il termine “catena della sopravvivenza”, si intende un insieme di cinque fasi concatenate tra di loro che si rivelano cruciali per un trattamento più pronto ed efficace per l’infartuato.

Queste fasi, dette anche anelli, consistono nell’allarme precoce dovuto al riconoscimento dell’infarto in corso con l’attivazione dei primi soccorsi, inizio della manovra di rianimazione cardiopolmonare (RCP), la prima defibrillazione rapida, il soccorso avanzato con il trattamento post rianimatorio e, infine, il ricovero del paziente infartuato presso una apposita struttura ospedaliera.

Naturalmente non serve dire che, dopo aver accertato che la persona è incosciente, non risponde, presenta dei vari dolori e respira con sforzo, è opportuno chiamare subito i primi soccorsi con il 118.

Comunque sia, la cosa più importante a questo punto è ovviamente la rapidità di azione poiché, si stima, che ogni minuto passato dopo l’inizio dell’arresto cardiaco la probabilità di rimanere vivi scende del 10 % alla volta. Facendo pochi e, altrettanto, rapidi conti si potrà dunque capire come il tempo a disposizione per attuare i primi anelli della catena della sopravvivenza non è proprio tantissimo.

Ricordiamo poi che, oltre alla rapidità di azione, anche il rispetto della catena nel suo giusto ordine è cruciale per la vita del paziente infartuato e garantire, dunque, maggiori probabilità di successo nelle manovre di soccorso.

Di solito si pensa che, per svolgere tutte queste delicate operazioni, occorre essere dei professionisti, ma è proprio qui che che entra in gioco il DAE (defibrillatore automatico esterno)!

Grazie alla estrema intuitività intrinseca di questo dispositivo che si unisce alle istruzioni vocali ed al fatto che è lo stesso DAE a regolare automaticamente la scarica elettrica per la defibrillazione, tutti possono salvare una vita anche se va detto che è comunque molto importante aver frequentato un corso BLS – D.

Un corso dove si imparerà sia la pratica che la teoria, del resto si sta parlando di salvare delle vite umane. Comunque sia, guardate bene in giro quando passeggiate per la città e scoprirete come i DAE si trovano nelle zone più trafficate e nei principali uffici.

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