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DAE: una scarica per salvare la vita

Quando si parla di un defibrillatore automatico esterno, anche se è noto ai più con la pratica sigla DAE, si sa perfettamente che il macchinario in questione è in grado di salvare delle vite tramite una scarica elettrica.

Ovviamente, questo è il suo funzionamento detto in poche parole, ma è sicuro che i più attenti e ben informati sappiano di come il DAE si basi su di un meccanismo automatico che, oltre a regolare “da solo” la scarica elettrica da dare alla persona infartuata, aiuta anche lo stesso soccorritore.

Sia che si tratti di un esperto oppure di uno più “improvvisato” che ha deciso di intervenire in una situazione di emergenza. E questo sia per quanto riguarda una emergenza in un edificio pubblico oppure in mezzo alla strada visto che molte strade e condomini si sono già attrezzati in merito.

Infatti, non dobbiamo assolutamente dimenticare che il DAE comunicherà delle istruzioni vocali al soccorritore e “condirà” il tutto con degli appositi sistemi di illuminazione e di auto bloccaggio tra una scarica e l’altra.

Ma, sempre a proposito di scarica elettrica, è quantomai opportuno fare una ulteriore precisazione. I DAE, dunque, si dividono principalmente in due tipi di circuito. Si tratta, infatti, di un circuito a bassa tensione ed uno, al contrario, ad alta tensione. Vediamoli dunque brevemente assieme.

Il defibrillatore a bassa tensione ha un voltaggio che varia tra i 10 ed i 16 volt, il che si rivela comunque più che sufficiente per l’alimentazione di tutte le funzione del DAE, mentre il defibrillatore ad alta tensione ha voltaggio che può arrivare fino a ben 5.000 volt per il massimo della potenza. Del resto, non si chiamano a bassa e ad alta tensione per niente, non trovate anche voi?

La scarica elettrica poi può raggiungere i 360 joule partendo dai 150, passando per i 200 fino ad arrivare agli oltre 350 joule. Tenete poi conto del fatto che l’energia per “affrontare al meglio” l’infarto di una persona adulta si aggira attorno ai 200 joule.

Ad ogni modo, se i 200 joule non dovessero rivelarsi sufficienti per rianimare la persona infartuata, il DAE può arrivare fino ai 360, ma comunque non potrete andare oltre dato che stiamo sempre parlando di un dispositivo automatico.

Un fattore che può impedire alla scarica elettrica di raggiungere i muscoli del cuore tramite gli elettrodi è rappresentato principalmente dalla presenza dei peli superflui del corpo, ma non va assolutamente dimenticato l’impatto dei vestiti ed anche delle fasciature o dei cerotti.

Se poi volete essere ancora più sicuri di eseguire delle manovre corrette, vi suggeriamo di frequentare gli appositi corsi per un uso dei DAE più corretto.

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